Ci appelliamo a tutti i soci e simpatizzanti WWF e a tutti i cittadini affinché siano presenti e facciano sentire la loro voce sabato 10 dicembre alle ore 10.00 a Corcolle, contro la scandalosa gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio, che da anni moltiplica discariche e inceneritori, nella più totale incompetenza e illegalità, avvelenando aria, acqua e terra. Contro il regime di commissariamento che de-responsabilizza le amministrazioni locali e sottrae i processi decisionali dal controllo democratico.

Chiediamo l’immediato rispetto delle direttive europee sulla Riduzione, Riutilizzo e Riciclo dei rifiuti, perché una città dei “rifiuti Zero” è possibile.

Vi aspettiamo sabato a Corcolle da via Prenestina Polense (ariscount) a via Zagarolese 1, sotto le bandiere del WWF.

In italia negli ultimi 15 anni una superficie grande come il Lazio e l’Abruzzo è stata ricoperta dal cemento. Alluvioni e disastri cui puntualmente assistiamo dopo la caduta di piogge poco più che abbondanti fanno riflettere. Probabilmente ogni euro di denaro pubblico speso per le cosiddette Grandi Opere e in genere per cementificare e impermeabilizzare il territorio è una risorsa sottratta alla sua manutenzione e salvaguardia. Una scelta non più giustificabile, che prima o dopo siamo chiamati a pagare a caro prezzo, sia in termini economici che di vite umane.
Nel brano che segue Giorgio Todde, scrittore e giornalista sardo, descrive con grande acume i preparativi di uno dei tanti disastri annunciati.
“Capoterra appare, insana novità, nella lista dei disastri a partire dagli anni sessanta. Perché? Beh, sino a quell’epoca il paese non aveva costruzioni intorno. L’acqua che proveniva dal monte defluiva a valle senza ostacoli. Ma negli anni sessanta il Comune affida il piano regolatore a un ingegnere, un caposcuola, lo stesso che ha concorso, carte e bolli in regola, a deturpare per sempre Chia. L’ingegnere si commosse per le campagne bellissime intorno a Capoterra. Le vide. Subito le immaginò costruite e abitate da famiglie lottizzate e felici. Fu l’inizio di una gara. Da allora ingegneri, architetti, geometri e impresari si sono moltiplicati come batteri. E come gli indiani non avevano previsto l’uomo bianco nella loro terra, così noi non avevamo previsto i lottizzatori nella nostra.
Capoterra diventa il crocevia di nuovi interessi e nel suo territorio crescono a dismisura le lottizzazioni, del tutto estranee al paese, i cui inquilini apolidi non si considerano neppure capoterresi.
(…) E non solo Capoterra fa il suo ingresso tra i paesi con vocazione al disastro ma i suoi abitanti tanto si appassionano alle concessioni edilizie che ravvivano il paese con la polvere pirica e dedicano bombe a chi chiede regole. Uno stato primordiale d’illegalità.
A Frutti d’Oro, contrabbandato come il giardino delle Esperidi spalano fango dalle case. A Su Loi, a Su Spantu, nome che annuncia sventura, soffrono ancora. A Poggio dei Pini il ponte spezzato, gli alberi divelti, i muraglioni di cemento crollati, ricordano, ai fautori dello sviluppo malformato, la forza delle acque. “

 

Giorgio Todde, Alluvioni e antropizzazioni, in “La Nuova Sardegna” 31 dicembre 2008, citato da Paolo Berdini in Breve storia dell’abuso edilizio in Italia, Donzelli editore

Abbiamo rilasciato un’intervista sul tema dei rifiuti ad un quotidiano locale, Ottavonews. Ma l’articolo risulta fuorviante riguardo le nostre risposte, poiché già dal titolo scarica le responsabilità di chi gestisce i rifiuti a Roma (le amministrazioni locali e l’AMA) sui cittadini “trascurati” e soprattutto perché omette il nocciolo del nostro ragionamento, ossia la distinzione tra raccolta tradizionale con i cassonetti, causa di discariche e inceneritori e il “porta a porta“, l’unica reale soluzione per liberarci dai rifiuti. Per trasparenza riportiamo integralmente l’intervista.

Ottavonews: Non molto tempo fa il WWF Borghesiana ha denominato l’ottavo Municipio il “Municipio delle discariche”. Potrebbe descrivere in sintesi la mappatura delle discariche abusive nell’ ottavo Municipio?

WWF Borghesiana: Non basterebbe un dossier di decine di pagine per censirle. Da Torre Maura a Colle Mattia è un vergognoso rosario di discariche abusive: se ne trovano ovunque, ai bordi delle strade, ai margini delle poche aree agricole rimaste, nei letti dei fossi che dai Castelli Romani scendono nel nostro territorio per riversarsi nell’Aniene, molti dei quali “tombati” per far posto all’edilizia e appunto all’immondizia. Ci si trova di tutto, impressionante è la quantità di rifiuti inerti e materiali di scarto provenienti dai numerosi cantieri edili, ma anche rifiuti pericolosi da scarti automobilistici, industriali, domestici ecc. Un fenomeno fuori controllo, dovuto all’assenza di risposte da parte dell’amministrazione, che resta sorda alle tante segnalazioni dei cittadini.

Ottavonews: Che valore ha per lei un corretto svolgimento della raccolta differenziata?

WWF Borghesiana: Fondamentale, ma qui è indispensabile fare una categorica distinzione tra raccolta per mezzo dei cassonetti, come quella praticata dal comune di Roma e la raccolta differenziata porta a porta. Solo l’avvio rigoroso di quest’ultima può salvarci dai rifiuti, che diventerebbero in questo caso una risorsa, come ci chiede l’Unione Europea. Ma le scelte delle amministrazioni che si sono succedute al governo di Roma e del Lazio vanno nella direzione opposta: quella che perpetua e moltiplica le discariche (sia quelle abusive che quelle dell’AMA) e con esse l’avvelenamento dell’aria e della terra.

Ottavonews: In che modo e con quali risultati la raccolta differenziata viene svolta sul territorio?

WWF Borghesiana: Con i camion dell’Ama che passano a raccogliere carta, multimateriale e indifferenziata dai cassonetti, riciclando appena il 15 % e portando in discarica almeno l’85% dei rifiuti.

Ottavonews: Ci sono punti Ama per la raccolta di rifiuti ingombranti?

WWF Borghesiana: Alcuni luoghi sono adibiti alla raccolta dei rifiuti ingombranti, ma solo in giorni e orari stabiliti, molto saltuariamente.

Ottavonews: Ci sono a parer suo abbastanza cassonetti nei diversi quartieri?

WWF Borghesiana: Ce ne sono fin troppi! I degradanti e dannosi cassonetti andrebbero eliminati per far posto a percorsi pedonali e ciclabili e alla raccolta differenziata porta a porta, come si fa nei paesi civili dell’Europa.

Ottavonews: Parliamo di un territorio, purtroppo, da sempre, caratterizzato da un notevole degrado. Quali sono le zone maggiormente colpite?

WWF Borghesiana: Quelle più periferiche, ma il nostro è un municipio tutto di Periferia.

Ottavonews: Come commenta la scelta del sito “provvisorio” della discarica di Malagrotta nella zona di Corcolle?

WWF Borghesiana: Scandalosa, ma è l’inevitabile frutto avvelenato di una gestione che negli ultimi vent’anni ha favorito la raccolta per mezzo dei cassonetti  (favorendo gli interessi di pochi oligarchi della “monnezza”) rispetto alla differenziata porta a porta che invece favorirebbe i cittadini e l’ambiente.

Ottavonews: Cosa dovrebbe cambiare per dar fine al degrado insito nell’ottavo Municipio?

WWF Borghesiana: Fermare il consumo di suolo ad opera del cemento, censire gli stabili sfitti e vuoti per una loro riqualificazione a scopo abitativo. Ripensare la mobilità: la velocità media di percorrenza sulle nostre strade è ormai scesa a 20 Km all’ora. Anche un bambino capirebbe che in queste condizioni l’uso dell’automobile non ha più senso. Per gli spostamenti urbani bisogna favorire la bicicletta e i mezzi pubblici non inquinanti, invece si continuano a chiedere e a realizzare strade.
Bisogna favorire gli orti urbani, le compostiere, la manutenzione di nuovo verde pubblico, la rinaturazione delle aree libere e dei fossi, incentivare l’agricoltura biologica (molti vigneti del Frascati doc ricadono nel nostro municipio) e il turismo sostenibile.

Ottavonews: Colpa delle istituzioni o di un mentalità cittadina ormai, da troppo tempo, abituata alla trascuratezza?

WWF Borghesiana: Di entrambe, i nostri amministratori sono lo specchio fedele della società che li ha eletti. La nostra battaglia è creare una coscienza ecologica e ambientale che possa riverberarsi dalla società alle istituzioni. Ma come s’intuisce c’è molto lavoro ancora da fare.

di Marco Carta

A denunciarlo è l’associazione Codici che ha stilato una vera e propria mappatura del degrado. Il Presidente della commissione Ambiente, Ezio D’Angelo, rivendica un miglioramento “discariche diminuite negli ultimi tre anni”, afferma. Per il  Wwf invece la situazione resta “fuori controllo”

Frigoriferi e  calcinacci, eternit e televisioni. Un’ondata di spazzatura che sovrasta l’intero municipio, dai quartieri residenziali, come Ponte di Nona o Tor Bella Monaca, fino a quelli più periferici come Colle Mattia. E’ questo lo scenario denunciato dall’associazione Codici, che ha stilato l’ennesima (vana) mappatura delle discariche abusive in ottavo municipio. “Sono disseminate nei bordi delle carreggiate – si legge nella nota dell’associazione – nelle aree verdi o nelle strade di campagna, contengono sostanze pericolose o semplici rifiuti”.

Fra le stradine di Borghesiana come nei vigneti di Colle Mattia, ovunque prolificano discariche. Pneumatici, frigoriferi o il classico eternit d’annata, sono solo alcuni dei pezzi più gettonati, assieme alle mai tramontate carcasse d’auto. A Torre Angela sono i cassonetti fuori uso a costringere i residenti a gettare la spazzatura in terra, mentre  a Colle degli Abeti, la nuova zona a ridosso di Ponte di Nona, oltre alle ormai storiche discariche di cantiere,  si è ritagliata uno spazio di tutto rispetto anche la discarica “itinerante” di via delle Cerquete. “In questo caso l’Ama si è addirittura dichiarata impotente – prosegue la nota – vista la difficoltà dell’opera di bonifica del boschetto e visto che quest’ultimo non è ancora in gestione del Comune”.

“Proprio quest’anno – dichiara Valentina Coppola, Responsabile Codici Ambiente – abbiamo apprezzato la volontà dell’Amministrazione Capitolina di migliorare la situazione dell’VIII Municipio, attraverso interventi di carattere strutturale. Un segnale vero potrebbe essere proprio l’affrontare concretamente il degrado e la sporcizia che in tali zone risultano veramente problematiche’”.

“Il municipio delle discariche”. Così Il Wwf di Borghesiana sta pensando di sottotitolare il  reportage fotografico in cui saranno raccolte le foto-denuncia dei cittadini. “La situazione è fuori controllo. A monte di questo disastro, costantemente denunciato dai cittadini alle istituzioni – spiega Simone Paoletti, presidente del circolo di Borghesiana – vi è l’anacronistica gestione dei rifiuti adottata negli ultimi vent’anni dal comune di Roma, legata alla fallimentare lobby del cassonetto e Malagrotta, completamente sorda verso i dettami dell’Unione Europea”.

Le scelte urbanistiche degli ultimi 20 anni, che hanno portato alla nascita di interi quartieri, hanno poi contribuito a peggiorare la situazione. “E’ impossibile per le comunità sempre più polverizzate – conclude Paoletti – e per le esigue autorità competenti far rispettare il decoro urbano, nonché denunciare e reprimere i numerosi reati ambientali”. Situazione critica ma migliore rispetto al passato. “Quando tre anni ci fa ci siamo insediati – dichiara Ezio D’angelo presidente della commissione urbanistica e ambiente dell’ottavo municipio –  c’erano oltre 250 discariche. Ora ce ne sono circa 150. Abbiamo già fatto molti interventi e il dipartimento sta raccogliendo i fondi per proseguire. Purtroppo in alcuni casi dopo aver bonificato capita che le discariche ricompaiano”.

Maggiore sensibilità. “Quando i cittadini ci segnalano una discarica noi avvisiamo subito il dipartimento e i vigili. Bisogna però puntare sulla prevenzione, vanno coinvolte le associazioni e i comitati di quartiere – prosegue D’Angelo – solo la sensibilizzazione e l’educazione alla cura dell’ambiente può fermare questo fenomeno che ha trasformato il nostro municipio in una fogna”.

Tags: , ,

Dopo la nostra inchiesta sulla distruzione del verde e sullo spreco di denaro pubblico a vantaggio di pochi speculatori e a danno dei cittadini e dell’ambiente, ecco la richiesta di rettifica da parte di Roberto Carlino, consigliere UDC e presidente dell’Immobildream.

Una richiesta cui abbiamo prontamente replicato e che conferma il macroscopico conflitto d’interessi del presidente d’una società interessata in numerose cementificazioni a Roma e nel Lazio, allo stesso tempo presidente della commissione regionale “Ambiente” sul cui tavolo sta passando in queste ore una legge che aprirà ai palazzinari le porte dei parchi regionali.

Un’anomalia che ci auguriamo venga censurata da chi di dovere nelle opportune sedi istituzionali.
Buona lettura e buona diffusione.

 

“Leggo con stupore l’articolo apparso sul vostro sito dal titolo “Roma: un conflitto d’interessi grande centocinquanta case”, poiché la società Tam Sas, che non è in nessun modo riconducibile né al sottoscritto, né all’Immobildream S.p.A. o ad altre società del gruppo, aveva inizialmente chiesto alla Immobildream S.p.A. di occuparsi delle vendite frazionate dei costruendi fabbricati situati in località Rocca Cencia, ma aveva poi, dopo poco tempo, receduto l’incarico dicendo di volersene occupare direttamente. Ciò che ne è stato quindi di quei fabbricati e a chi e da chi siano stati venduti non ha riguardato e non riguarda in nessun modo l’Immobildream S.p.A. o le altre società del gruppo, né tantomeno il sottoscritto.

Roberto Carlino

Presidente Immobildream S.p.A.

Dopodiché con sbigottimento in calce alla e mail leggiamo questa firma:

dott.ssa Sara Colantonio
Responsabile Segreteria del Presidente
V Commissione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli

00163 Roma  – via della Pisana, 1301
tel. 06.6593.7060 – fax 06.6593.2856
email: s.colantonio-cons@regione.lazio.it
sito: www.consiglio.regione.lazio.it

 

Questa la nostra risposta:

Gentile Sig. Carlino,
non abbiamo ben capito cosa dovremmo rettificare e ad ogni modo le suggeriamo di andarsi a rileggere bene l’articolo, nel quale non si possono rintracciare affermazioni dell’autore, ovvero dichiarazioni da parte del WWF Borghesiana, che facciano pensare a una presunta coincidenza proprietaria tra la Tam Sas e l’Immobildream Spa.
Abbiamo semmai elencato una serie di fatti documentati dai quali emerge un rapporto commerciale tra la Tam Sas, che ha vinto l’appalto per la vendita delle case al Comune di Roma e la sua Immobildream Spa, che davanti a quelle case espone ancora oggi i suoi cartelli pubblicitari di vendita. Rapporti peraltro confermati anche nella sua mail.
Ravvisiamo inoltre un persistente grossolano conflitto d’interessi nella sua persona, che anche in questo caso non si fa alcuno scrupolo di utilizzare personale della segreteria di una Commisione Regionale, pagato con i soldi dei contribuenti, per trasmettere comunicazioni a nome e nell’interesse della sua azienda privata.

Cordialmente,

Simone Paoletti
Presidente WWF Borghesiana

Postilla:

Trascorso un giorno dall’invio della nostra risposta sono miracolosamente scomparsi i cartelli dell’Immobildream davanti alle case acquistate dal Comune di Roma. La domanda sorge spontanea: come mai questo frettoloso occultamento del principale indizio “visivo” del legame tra Immobildream Spa e chi ha venduto a peso d’oro le case al comune di Roma?

Tags: , , , , ,

 

DA MARRAZZO A CARLINO: “LE MANI SU ROCCACENCIA”

Il 19 maggio 2011 la giunta capitolina vara un provvedimento a firma dell’assessore alla casa Antoniozzi per acquisire cinque fabbricati di nuova costruzione da assegnare ai punti “numero dieci” delle graduatorie per le case popolari, ossia quelle persone con gravi necessità. Saranno 150 le abitazioni che il Comune comprerà alla “modica” cifra di 2598 euro al metro quadro, non appena l’iter dell’acquisto sarà terminato in Campidoglio.

Casualmente proprio all’angolo tra via Prenestina e via di Rocca Cencia, accanto al polo impiantistico per l’immondizia di Ama e Colari, sorgono cinque palazzi uguali, ultimati nell’estate 2010, su un terreno che il piano regolatore destinava a verde pubblico, poi sottratto ai cittadini per mezzo d’una variante approvata nel giugno 2007 dalla giunta regionale Marrazzo. Davanti vi campeggiano ancora gli annunci di vendita dell’Immobildream di Roberto Carlino, consigliere e presidente della commissione ambiente e cooperazione tra i popoli e membro della commissione urbanistica in Regione Lazio. Guarda il caso l’Immobildream ha già “chiuso” le vendite del complesso (per scoprirlo è bastato chiamare l’ufficio vendite dell’agenzia).

Nel dicembre del 2009 era stato pubblicato un bando dal Comune per acquisire 150 alloggi destinati all’emergenza abitativa. E’ scaduto ad aprile 2010 e la gara, stando a quanto riportano le agenzie, è stata vinta dalla “Tam Sas”, che ricaverà dalla vendita delle case circa 30 milioni di euro, una cifra esorbitante se pensiamo agli attuali prezzi di mercato dell’estrema periferia. La descrizione degli immobili fatta dall’assessore Antoniozzi coincide con i cinque fabbricati che la società Immobildream aveva inizialmente commercializzato come “complesso Le Gardenie”, oggi non più in vendita. Bisogna capire allora se ci sono collegamenti tra il proprietario dell’agenzia immobiliare, Roberto Carlino – con un conflitto di interessi grande come una casa – e la “Tam Sas”.

 

CHI C’E’ DIETRO LA “TAM SAS” E COME SI LEGA ALL’IMMOBILDREAM? RISOLTO IL MISTERO CON UNA “WEB-INCHIESTA”.

C’è una sola “Tam Sas” (fino ad aprile del 2009 “Tam Srl”) di Roma impegnata nelle costruzioni: è di Giuseppe Dell’Aguzzo. Un nome che ritroviamo in vari forum e blog dedicati alle lamentele dei cittadini verso costruttori e intermediari. Eccolo spuntare in una discussione del Torrino-Mezzocammino: il titolo è “Immobildream Marronaro… disavventure” e Dell’Aguzzo è membro della “Costruzioni Immobiliari 2005 srl”, che fa capo ai costruttori Marronaro. Il problema è la mancata consegna degli alloggi.

Un’altra denuncia in cui ritracciamo il responsabile della “Tam Sas” è rivolta da un blog di Lunghezza contro l’intermediaria “Progedil 90” (coinvolta nello scandalo “Coop Casa Lazio” e inquisita per una serie di truffe) e contro il costruttore “Immobiliare Lunghezza 2006 srl”: il 19/06/2008 è diventata “Immobiliare Lunghezza 2006 SAS con socio accomandatario Giuseppe Dell’Aguzzo. Ma le “magagne” di Immobildream e Marronaro non trovano sfogo solo nelle denuncie dei forum, e non sono estranee alle cronache che citano anche società oscure e “fortunate” come la “San Vitaliano 2003 srl”: negli articoli degli ultimi anni si parla, per esempio, dei residence per famiglie rom sia nel quadrante nord-ovest sia in quello orientale, pagati a peso d’oro dalla giunta Veltroni per far fronte all’emergenza abitativa (come succederà a via di Rocca Cencia oggi) oltre alle solite carenze dei lavori segnalate nei forum.

In sostanza i costruttori del “Gruppo Marronaro” hanno spesso beneficiato dell’intermediazione di Immobildream, e insieme a Marronaro ha lavorato, con le sue numerose società di costruzioni, anche Dell’Aguzzo, il titolare dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto per vendere le case popolari a Rocca Cencia. Si possono ricostruire alcune parti del rapporto Dell’Aguzzo-Marronaro: la sede della “Tam Sas” di viale Bruno Buozzi 98 (un palazzo al centro di Roma, sede di molteplici società) è anche sede di altre attività di Dell’Aguzzo (come la citata “Immobiliare Lunghezza 2006 sas ”, “Investire 2009 sas ”, Marroimpresa sas ecc.). Tra le varie c’è anche la “Sviluppo Z36C società in accomandita semplice”che insieme a Marronaro era proprietaria dei terreni nella zona del Torrino-Mezzocammino (come si evince da vari documenti pubblicati online riguardanti i progetti delle costruzioni); sempre nel palazzo di viale Bruno Buozzi c’è la “Iris Costruzioni”di Dell’Aguzzo, e Marronaro Vincenzo è un dirigente della società.

Tornando all’angolo tra via di Rocca Cencia e la Prenestina, bisogna menzionare la “Marroimpresa srl (attualmente “Marroimpresa sas di Giuseppe Dell’Aguzzo” e diversi soci con il cognome Marronaro): stando a quanto riportato dalla Land srl, che effettua rilievi archeologici, la “Marroimpresa srl” le aveva commissionato delle “indagini archeologiche preliminari” proprio tra la Prenestina e Rocca Cencia: forse preliminari alla costruzione, effettuata da “Marronaro”, dei cinque palazzi venduti dall’Immobildream.

“In questa vicenda – dichiarano Simone Paoletti e Paolo Amarisse, presidente e vice del WWF Borghesiana – sembra emergere un fatto gravissimo e inquietante, ovvero che l’amministrazione pubblica, invece di tutelare gli interessi dei cittadini, abbia agito a solo vantaggio di pochi speculatori privati: dapprima nel 2007 consegnandogli un prezioso cuscinetto di verde pubblico di 5 ettari, tra il deposito AMA e la borgata Pratolungo, generando un profitto pazzesco per chi ha potuto costruire su un terreno non edificabile e successivamente nel 2010 ricomprando dallo stesso privato quelle abitazioni a circa 2.600 euro al metro quadro, in una zona dove i prezzi di mercato oscillano tra i 2000 e i 2400 euro/mq, come ci confermano le locali agenzie immobiliari”.

Insomma si prova a risolvere il problema delle classi più emarginate confinandole in un “ghetto” a ridosso della “monnezza”, pagato a peso d’oro grazie ai contribuenti.

Come per la vicenda dei residence veltroniani sopraccitati ci potrebbe essere stato un preciso disegno speculativo, oppure, come ipotizza il WWF Borghesiana, potrebbe essere accaduto che “in seguito alle difficoltà di trovare acquirenti, dovute da un lato all’eccessivo stock edilizio invenduto della zona, dall’altro all’aria insalubre proveniente dal vicinissimo deposito della “monnezza”, il Comune sia venuto in soccorso del privato, facendosi carico dell’acquisto per confinarvi cittadini bisognosi, che attendevano una casa popolare dal 2000. Il tutto a 20 Km dal centro città, senza servizi e con vista gabbiani”.

A questo punto bisogna ricordare cosa è successo prima in via di Rocca Cencia.

I PRECEDENTI:

DALLE CASE DELL’IMMOBILDREAM “ERETTE” DALLA VARIANTE DEL CENTROSINISTRA FINO ALL’ ANNUNCIO DI ANTONIOZZI.

Nel 2007 l’Assessore all’urbanistica della giunta Marrazzo, Massimo Pompili (oggi deputato PD), dichiarava che era stata fatta qualche “concessione” ai meritevoli e caritatevoli costruttori, durante l’approvazione del “Piano Particolareggiato” della “Zona O n.86  Pratolugo”: cubature in cambio di servizi, addirittura un impianto sportivo. Poi, come immediatamente denunciato dagli attuali rappresentanti del WWF Borghesiana, cominciano a “crescere” proprio dov’era previsto “verde pubblico” le case rivendute dall’immobiliarista, presidente della commissione ambiente e membro di quella urbanistica, un ossimoro vivente!

Una storia degna di uno “sketch” di “Cettolaqualunque”, però ambientato a Roma: il verde pubblico si trasforma magicamente in “tronchi di cemento”. Il protagonista di questo “film” è un “trombato” (tradotto dal gergo giornalistico: “scartato”) delle elezioni europee 2009 e neoletto in regione: è lui, quello che aveva iniziato come agente immobiliare ed è divenuto esponente del partito con a capo Casini, il genero di Caltagirone. Roberto Carlino per quell’affare deve ringraziare i colleghi della Giunta Marrazzo.

Degne di nota sono anche le tre pubblicità dell’Immobildream per via di Rocca Cencia: in una prima si punta sul “fascino” della “Roma antica”, nonostante l’odore dell’impianto Ama ti riporti subito ai giorni nostri. Per non parlare di quella con lo slogan “a tu per tu con la natura” e l’immagine fuorviante di due giovani immersi nel verde, un picnic e un uomo con cavallo sullo sfondo; “non sogni” dice la voce di Carlino negli spot, ma “solide realtà”: forse bisognerebbe cambiare la denominazione sociale in “Immobilnightmare spa”.

Nel 2008 arriva un altro provvedimento riguardante “via di Roccacencia”: non sappiamo se abbia avuto seguito oppure no, ad ogni modo prevedeva variazioni di destinazione d’uso sulle cubature in possesso da una dozzina di soggetti per realizzare alloggi in tutta Roma. In cambio il Comune avrebbe ricevuto circa il 30% delle abitazioni, per destinarle a case popolari. L’atto era firmato nell’ambito dell’ “emergenza casa” dall’allora prefetto Mario Morcone, oggi candidato perdente a sindaco di Napoli e fallito anche come vertice dell’ Agenzia per i beni confiscati alle mafie (Maroni gli ha preferito il prefetto palermitano). In via di Rocca Cencia c’erano circa 7600 metri cubi della Sorain-Cecchini Due Srl (società del gruppo Sorain Cecchini comandato da Manlio Cerroni) pronti per ospitare 250 alloggi . E’ curioso notare almeno altri due beneficiari di questo provvedimento, oltre alla citata “Sorain”: la “Tribufrigo srl” (coinvolta nel 2005 in uno scandalo con protagonisti il figlio del craxiano Montali come rappresentante legale della società ed Enrico Nicoletti) e la “Cuma 6 srl” con Giuseppe Dell’Aguzzo in qualità di rappresentante legale.

Infine la notizia di un mese fa: cinque fabbricati, dopo un bando scaduto nel 2010, saranno comprati dal Comune. Si trovano in via di Rocca Cencia dal lato della Prenestina e l’appalto è stato vinto dalla “Tam Sas”. Questa la reazione delle opposizioni, riassunta da un comunicato di Stefano Pedica dell’Idv: “Leggendo gli annunci di compravendita immobiliare appare chiaro che il comune di Roma non ha fatto nessun buon affare. Si compra a botte di 150 alloggi allo stesso prezzo di quanto viene venduto un singolo appartamento, cercando poi fra le occasioni nella stessa via di Rocca Cencia, sulla Prenestina, il comune ha addirittura pagato di più. Non credo che l’emergenza abitativa si possa risolvere comprando case dai privati, serve invece un progetto di riqualificazione urbanistica di ampio respiro per risolvere la questione una volta per tutte ed evitare che fra dieci anni il problema si riproponga”.

Immobildream: non vende sogni ma… incubi che, invenduti, vengono comprati dal Comune per costruire ghetti, laddove c’era il verde pubblico.

Paolo Maria Addabbo

 

Tags: , , , , , ,

Immagine anteprima YouTube

Caro Michele Santoro,

sono un suo estimatore e assiduo telespettatore di Annozero, ma volevo esprimere la mia delusione riguardo la puntata di ieri 02/06/11 intitolata “E io voto?”, in cui si è affrontato il tema del nucleare.

Una puntata che mi è apparsa superficiale, condotta con l’intento di spiegare le ragioni del sì al referendum solo attraverso l’emotività, pur sacrosanta, suscitata dal bellissimo servizio di Corrado Formigli su Cernobyl, ma senza curarsi d’invitare qualcuno in grado di smentire le falsità pronunciate da Chicco Testa e Franco Battaglia, dietro i quali si nascondono gli interessi delle lobbies nucleariste. Questi due volponi sono riusciti infatti, senza che nessuno dei loro interlocutori sapesse rispondere, a far passare il messaggio che il nucleare sia l’unica energia conveniente e in grado di farci sostenere il tenore di vita attuale.

E lei Santoro ha avvalorato le loro tesi mostrando una tabella che riportava il costo a KW/h delle varie fonti di energia, tra cui il nucleare appariva come la più conveniente. Nessuno tra i presenti in studio che si sia degnato di fare una fondamentale precisazione, ovvero che quelli sono i costi di produzione energetica, che non tengono minimamente in considerazione sia i costi enormi di costruzione di una centrale nucleare (per la quale si produce una montagna di CO2), sia soprattutto i costi per la sua dismissione e per lo stoccaggio delle scorie!!

Nessuno quindi ha spiegato che il nucleare non fa abbassare le bollette, anzi le fa alzare: dimostrazione ne sia che oggi paghiamo una voce per la dismissione delle centrali italiane che sono state chiuse 24 anni fa.

Nessuno ha detto che il nucleare è una fonte d’energia fossile, che si basa sull’ uranio, un elemento che le stime più ottimistiche considerano esaurito in natura tra 50 anni!

Nessuno ha ricordato che il nucleare oggi, soddisfa solo il 5% di fabbisogno planetario di energia elettrica e che quindi è una tecnologia oltre che pericolosa anche poco efficiente e in declino.

Nessuno ha ricordato che non è stato ancora trovato sul pianeta un sito di stoccaggio geologico sicuro per le scorie radioattive, che quindi restano delle bombe a orologeria su cui sedersi da qui all’eternità, e che spesso alimentano traffici criminali che hanno come terminali i paesi del terzo mondo (si ricordi l’inchiesta cui stava lavorando e per cui probabilmente è stata uccisa Ilaria Alpi).

Nessuno ha ricordato le razioni di iodio che obbligatoriamente devono assumere le persone che vivono nelle vivcinanze di una centrale nucleare e le conseguenze sulla salute umana anche in assenza di incidenti nucleari.

Nessuno ha sottolineato che le centrali nucleari sono molto utili alle organizzazioni terroristiche, che volessero ad esempio seminare il terrore minacciando un attacco in un paese che le possiede.

Niente di tutto questo, niente per  far capire razionalmente che il NUCLEARE è un’AUTENTICA FOLLIA , la cui unica ragione può essere spiegata solo con il profitto che gli investitori e i loro piazzisti vogliono lucrare alle spalle dei cittadini.

Con stima,

Simone Paoletti

L’ente comunale Biblioteche di Roma ha rifiutato la proposta del WWF Borghesiana di svolgere un incontro pubblico, previsto per il 31 maggio nella Biblioteca Borghesiana, per informare i cittadini su ACQUA e NUCLEARE, oggetto dei referendum del 12 e 13 giugno.

In rifiuto è arrivato a 7 giorni dalla data fissata, nonostante i responsabili della biblioteca Borghesiana abbiano ripetutamente fornito ai dirigenti di Biblioteche di Roma ogni garanzia per un dibattito pubblico, aperto e plurale.

La tardività della non autorizzazione – a 7 giorni dall’evento - è stata una doccia fredda per una macchina organizzativa (sia del wwf che della biblioteca borghesiana) avviata già da diversi giorni, confidando nella certa concessione dell’autorizzazione.

Dunque a poco è servito il clamoroso ripensamento di Biblioteche di Roma arrivato ieri sera, a 3 giorni lavorativi dall’appuntamento, in seguito a una nostra lettera di protesta e denuncia pubblica del tentativo di censura.

Per loro colpa abbiamo dovuto ormai annullare l’evento, comunicando tutto ciò oltre che ad amici, soci e simpatizzanti, anche alla stampa, in modo che si conoscano pubblicamente le decisioni prese con leggerezza da codesti uffici.

Rimettere in moto l’organizzazione a soli 3 giorni lavorativi dall’evento non avrebbe dato il risultato di partecipazione e successo sperati.

Pertanto non torniamo sulle nostre decisioni vista anche la scarsità di rispetto e il trattamento ricevuto.

Per correttezza verso i nostri soci e simpatizzanti siamo chiamati a svolgere una chiara campagna a favore del Sì e attraverso l’incontro del 31 volevamo esporre le nostre ragioni e confrontarci soprattutto con chi non fosse della nostra opinione. Ci è stato impedito con il pretesto che il Wwf fosse di parte.

Crediamo invece che di parte sia soprattuto chi non ha voluto questo incontro. Una parte che non vuol confrontarsi e che non agisce alla luce del sole, ma che sembra operare nel solo interesse di censurare e oscurare i referendum del 12 e 13 giugno.

logo campagna nazionale

Irrazionale consumo di suolo. “Una piaga che attanaglia tutta la nazione a causa dell’abbandono di una corretta pianificazione urbanistica che in Paesi come Francia, Germania, Inghilterra è al centro dell’agenda politica”.

È il commento di Simone Paoletti e Paolo Amarisse, rispettivamente, presidente e vicepresidente del Wwf Borghesiana.

Un fenomeno che interessa anche Roma. L’VIII municipio, poi, non è immune dalla speculazione edilizia..

“Nella nostra città il piano regolatore approvato nel 2008 dalla giunta Veltroni ha decretato il consumo di ben 15 mila ettari di suolo naturale. Se pensiamo che tutto il comune di Napoli misura 12 mila ettari abbiamo la misura di quale scempio si stia abbattendo sulle nostre teste, con l’unico scopo di accontentare gli speculatori e senza aver risolto alcuna emergenza abitativa, poiché su 70 milioni di metri cubi approvati neanche uno è di edilizia sovvenzionata. In questo quadro il municipio VIII è terra di conquista per una miriade di progetti edilizi a macchia di leopardo, che causeranno la saldatura tra i quartieri esistenti e tra periferia e provincia di Roma, prefigurando la definitiva paralisi del sistema della mobilità. L’unico lembo di agro romano che questo sciagurato strumento urbanistico risparmiava si trovava attorno al quartiere di Torbellamonaca. Sarà per questo che l’attuale sindaco Gianni Alemanno ha deciso di lasciare anch’egli il suo infausto segno nella storia approvando il cosiddetto Master Plan di Tbm che altro non è che una maxi speculazione su 35 ettari di aree agricole vincolate”.

Qual è l’impegno del Wwf Borghesiana?

“Facciamo anzitutto informazione. L’avanzata del cemento è inarrestabile senza un’inversione di consapevolezza della popolazione. Sul nostro sito (www.wwfborghesiana.org) abbiamo graficizzato le previsioni sul futuro del nostro municipio, con la speranza di produrre una scossa emotiva sugli abitanti, spesso ignari di quanto gli sta per succedere. Prima o poi qualcuno dovrà pagare gli incalcolabili danni arrecati al territorio. Lavoriamo passo dopo passo con tanti ostacoli. Ma continuiamo a crederci grazie alla crescente partecipazione”.

E alla richiesta abitativa come si risponde? Più in generale, come ridisegnereste il futuro dell’VIII municipio?

“Innanzitutto: Stop al consumo di nuovo territorio! Riutilizzo a scopo abitativo degli stabili abbandonati e ripresa di una corretta pianificazione a tutela del paesaggio e al servizio degli interessi pubblici. Un taglio drastico ai costi della politica e uno slancio alle pratiche amministrative virtuose. Espropriare le aree destinate ai parchi pubblici e realizzare percorsi ciclopedonali alberati per bio-connettere i nostri quartieri tra loro e con il centro della città. Bisogna rilanciare il turismo sostenibile con l’individuazione di aree protette cui destinare risorse per progetti di rinaturazione per la biodiversità, cui far partecipare associazioni di cittadini, insieme ad esperti dell’Università di Tor Vergata. E poi orti urbani, agricoltura biologica e rilancio della vocazione vitivinicola di un territorio alle pendici dei Castelli Romani. Insomma un futuro luminoso fatto di green economy, efficienza energetica e mobilità pulita, contro un destino cupo di cementificazione, inquinamento e paralisi”.

Carmen Vogani
http://www.paesesera.it/Societa/Il-Wwf-Borghesiana-contro-la-speculazione-edilizia

« Older entries